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Polisportiva.com
Guida · aggiornata al 21 agosto 2026

Quanto costa davvero mantenere una ASD il primo anno

In rete trovate ovunque «come aprire una ASD, costa pochissimo». Aprirla non è il problema. Il problema è il secondo bonifico.

La domanda che si fa chi è già dentro non è quanto costa costituirla. È quanto esce dal conto ogni anno, e quali voci tornano a bussare a dodici mesi di distanza quando nessuno se le aspettava più.

Qui trattiamo le voci una per una. Dove esiste una cifra pubblicata da un ente, la riportiamo dicendo da dove viene. Dove non esiste, non la inventiamo: vi spieghiamo da cosa dipende, così sapete cosa chiedere e a chi.

Leggete le cifre per quello che sono. Ogni numero in questa pagina è un esempio preso da un documento pubblico di un ente o di una federazione, non una tariffa nazionale. Le quote cambiano per disciplina, per comitato territoriale e per anno sportivo. Servono a darvi l’ordine di grandezza e le domande giuste, non a farvi il preventivo.

1. Costituzione e registrazione: si paga una volta

Atto costitutivo e statuto vanno scritti e firmati dai soci fondatori, poi registrati all’Agenzia delle Entrate. Sulla registrazione dello statuto si paga l’imposta di registro in misura fissa, 200 euro — l’importo indicato nelle istruzioni operative pubblicate dagli enti, per esempio la scheda UISP Varese sulla registrazione dell’atto costitutivo, con versamento tramite F23 (codice tributo 109T) o F24 (codice 1550). Le stesse fonti segnalano che per le associazioni sportive vale l’esenzione dall’imposta di bollo.

Il codice fiscale dell’associazione si chiede all’Agenzia delle Entrate e non si paga.

Se vi fate seguire da un professionista per statuto e pratiche, quella è una parcella a parte: dipende da chi lo fa e da quanto vi segue dopo. Non c’è un tariffario, e chi vi dà una cifra secca al telefono la sta stimando.

Questa voce non torna l’anno dopo. Tutte quelle che seguono sì.

2. Affiliazione: la voce che torna ogni anno

Per fare attività sportiva vera dovete affiliarvi a una Federazione, a una disciplina associata o a un Ente di Promozione Sportiva. L’affiliazione non è un atto iniziale: si rinnova ogni anno sportivo. È il punto in cui il secondo anno sorprende chi aveva messo l’affiliazione nella colonna «spese di avvio».

Quanto costa dipende da chi scegliete e da quale disciplina. Tre esempi reali, presi dai documenti pubblicati dagli enti:

  1. FIDAL, quote associative 2026Affiliazione e rinnovo: 450 euro per una società con tutte le categorie, 350 euro per la sola attività giovanile Esordienti-Ragazzi-Cadetti. Fonte: documento «Quote associative, diritti di segreteria e tasse federali 2026» pubblicato da FIDAL.
  2. CSI Milano, stagione 2026-2027150 euro per calcio, pallavolo e pallacanestro; 120 euro per discipline come tennis tavolo, ginnastica, danza e arti marziali; 100 euro per sci, biliardino e circoli sportivo-culturali. Sono quote di affiliazione e spese amministrative pubblicate dal comitato di Milano: un altro comitato CSI può avere importi diversi.
  3. UISP, comitato Lariano, 2025-202685 euro con l’affiliazione agevolata fino a 20 soci, 110 euro sopra i 20 soci, 25 euro per il passaggio dall’agevolata all’ordinaria. Fonte: prospetto «Costi tesseramento 2025-2026» del comitato territoriale Lariano.

Guardate il secondo esempio: la stessa sigla, comitati diversi, cifre diverse. La quota giusta per voi ve la dice solo il vostro comitato territoriale, e va chiesta prima di fare i conti, non dopo.

3. Tesseramento: si paga a testa, quindi cresce con voi

L’affiliazione è della società. Il tesseramento è per persona, e riguarda atleti, dirigenti e tecnici. È la voce che smette di essere piccola quando l’attività funziona.

Sempre dagli stessi documenti:

  1. FIDAL 2026, atletiDa 3 euro per gli Esordienti 5 anni fino a 25 euro per Promesse e Seniores, con importi intermedi per Ragazzi e Cadetti (10 euro) e Allievi e Juniores (15 euro).
  2. FIDAL 2026, altre figureDirigenti 20 euro, tecnici 50 euro, medici 50 euro, giudici gratis.
  3. UISP Lariano 2025-2026Tessera atleta 8 euro dai 16 anni, 6 euro sotto i 16, dirigente 20 euro, socio non praticante 8 euro.

Fate il conto sul vostro numero reale, non su quello di partenza. Una società che passa da 30 a 70 tesserati non ha aumentato una voce del bilancio: ne ha più che raddoppiata una, mentre le quote dei soci arrivano a rate.

4. Assicurazione: la base è dentro, il resto no

Questo è il punto più frainteso di tutti. La copertura assicurativa di base è quasi sempre compresa nella quota di tesseramento. Il regolamento FIDAL 2026 lo dice in modo esplicito: la quota di tesseramento dà diritto alla copertura secondo i termini della convenzione multirischi della Federazione.

Da qui nascono due errori opposti. Il primo è pagare due volte la stessa cosa. Il secondo, più grave, è credere che «siamo assicurati» significhi «siamo coperti per tutto».

Le polizze integrative sono facoltative e si sommano al costo della tessera. Il prospetto UISP Lariano 2025-2026 le elenca voce per voce: integrative per le tessere atleta da 21 e 65 euro, integrative per la tessera dirigente da 10 e 55 euro, integrative dedicate al ciclismo (31 euro) e al motociclismo (46 e 66 euro).

Discorso separato per la responsabilità civile verso terzi e la copertura dei dirigenti. A seconda dell’ente, una parte può essere inclusa nella convenzione e una parte no. Non è una domanda che si risolve leggendo un sito: fatevi dare per iscritto massimali, franchigie ed esclusioni della convenzione a cui aderite, e poi decidete se vi basta. Chi vi dice quanto costa la RC dirigenti senza sapere quale convenzione avete sta tirando a indovinare.

5. Certificati medici: chi paga?

Servono, e la distinzione è tra attività agonistica e non agonistica: cambiano il tipo di visita, gli esami richiesti e quindi il costo.

Sul prezzo non vi diamo un numero, e vi spieghiamo perché: dipende dalla regione, che fissa le proprie tariffe e le proprie eventuali agevolazioni per i minori, dal fatto che la visita si faccia in una struttura pubblica o in un centro privato, e dal tipo di certificazione richiesta per lo sport praticato. Una cifra media qui sarebbe inutile in metà d’Italia.

Quello che conta per il vostro bilancio è un’altra decisione, ed è vostra: il certificato lo paga la famiglia o lo paga la società? Entrambe le scelte sono legittime, ma vanno dette prima dell’iscrizione e scritte nella comunicazione ai soci. Se non lo decidete voi, lo decide il primo genitore che protesta a settembre.

6. Defibrillatore e BLSD: la voce che nessuno mette in preventivo

Con la legge 116 del 4 agosto 2021 l’obbligo di dotazione del defibrillatore per le associazioni e società sportive dilettantistiche non riguarda più solo le competizioni, ma anche gli allenamenti. Il DAE va inoltre registrato presso la centrale operativa 118 territorialmente competente, comunicando collocazione, marca, modello e data di scadenza delle parti deteriorabili. Chi usa impianti pubblici ha l’obbligo di condividerlo con gli altri frequentatori dell’impianto.

Sul corso BLSD una cifra pubblica c’è: gli operatori del settore indicano un costo che si colloca in genere tra 70 e 110 euro più IVA a persona (fonte: laborsecurity.it), e il portale Corsidia riporta un costo medio rilevato in Lombardia di circa 91 euro. Varia per regione e per provider. Due cose da sapere: si paga a persona, non a società, e la certificazione ha validità 24 mesi, dopo i quali serve l’aggiornamento.

Poi c’è l’apparecchio. Sul prezzo di acquisto non diamo numeri: cambia troppo per modello, e cambia se lo comprate, se lo noleggiate o se aderite a un bando o a una convenzione del vostro ente. Quello che dovete sapere è strutturale, e vale per qualunque modello:

  1. Le piastre scadonoHanno una data di scadenza e vanno sostituite anche se non le avete mai usate. Se le usate, vanno sostituite comunque.
  2. La batteria scadeStessa storia, con una durata tipicamente più lunga delle piastre. Chiedete al fornitore la data esatta del vostro modello e segnatela.
  3. L’aggiornamento BLSD tornaOgni due anni, e se cambiate i volontari formati torna prima.

Il defibrillatore, in bilancio, non è un acquisto: è un abbonamento. Il primo anno pagate l’apparecchio e i corsi. Poi pagate per sempre i consumabili e gli aggiornamenti. Chiedete al fornitore le date di scadenza di piastre e batteria del vostro modello e mettetele a calendario il giorno stesso in cui lo installate.

7. Impianto e utenze

È quasi sempre la voce più grossa del bilancio, ed è anche quella su cui nessuno può darvi un numero onesto, perché la stabilisce il vostro comune. Le variabili sono queste, e sono le domande da fare in ufficio sport:

  1. Che titolo avete sull’impiantoConcessione pluriennale, convenzione, uso orario a calendario. Sono tre mondi diversi con tre costi diversi.
  2. Come si calcola il canoneTariffa oraria, forfait stagionale, canone annuo. E se ci sono tariffe agevolate per l’attività giovanile.
  3. Chi paga le utenzeDomanda decisiva. In molte convenzioni luce, acqua e riscaldamento sono a carico del concessionario, e su un impianto con illuminazione serale non è un dettaglio.
  4. Chi fa la manutenzioneOrdinaria a voi e straordinaria al comune è lo schema più comune, ma il confine tra le due sta scritto nella convenzione. Leggetelo prima di firmare.
  5. Cosa succede fuori stagioneSe il canone è annuo e voi giocate otto mesi, pagate anche i quattro in cui l’impianto è chiuso.

8. Adempimenti: RASD, contabilità, lavoro sportivo

L’iscrizione al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche (RASD), gestito da Sport e Salute, è gratuita. Non costa, ma è il presupposto per accedere a contributi e benefici pubblici e alle agevolazioni previste per lo sport dilettantistico. Costa tempo e costa attenzione alle scadenze di aggiornamento dei dati, non soldi.

Il commercialista: non tutte le ASD ne hanno bisogno allo stesso modo. Il costo dipende da quanta attività commerciale fate, dal regime contabile, dal numero di movimenti e da quanto lavoro gli lasciate da fare. Un’associazione senza incassi da terzi e una con bar, sponsor e quote a rate non sono lo stesso cliente, e non pagano la stessa parcella. Chiedete un preventivo annuo scritto, non una tariffa oraria.

Il lavoro sportivo: se compensate allenatori, istruttori o collaboratori, il costo per la società non è il compenso lordo. Ci sono adempimenti contributivi e amministrativi che dipendono dal tipo di rapporto, dagli importi e dalla posizione del singolo collaboratore. Non è una voce che si stima con una percentuale generica: è esattamente il caso in cui il preventivo del professionista vale quello che costa.

9. I costi invisibili che arrivano al secondo anno

Sono piccoli, sono tutti insieme, e arrivano quando la cassa è più scarica.

  1. Il rinnovo dell’affiliazioneÈ il più classico: al primo anno sembra una spesa di avvio, al secondo scoprite che è una spesa fissa. Vedi il punto 2.
  2. Dominio e hosting del sitoSe avete un sito, il dominio si rinnova ogni anno e l’hosting pure. Il prezzo dipende dall’estensione e dal fornitore, e spesso il rinnovo non costa quanto il primo anno promozionale. Controllate la cifra di rinnovo, non quella che avete pagato all’attivazione. Vale lo stesso per la casella di posta e per eventuali gestionali del tesseramento.
  3. Il materiale che si consumaPalloni, reti, conetti, casacche, cassetta di primo soccorso, ghiaccio. Nessuna singola voce vi rovina, tutte insieme sono una riga di bilancio che al primo anno non esisteva perché era dentro l’acquisto iniziale.
  4. Le diviseSi consumano, i ragazzini crescono, e i numeri vanno rifatti. Non è un acquisto una tantum.
  5. Piastre, batterie e aggiornamento BLSDVedi il punto 6. È il costo ricorrente più dimenticato di tutti perché scade in silenzio.
  6. I tesserati in piùSe l’annata va bene, il costo di tesseramento sale. È una buona notizia con una fattura attaccata.

Come costruire il vostro numero

Non esiste il costo di una ASD. Esiste il costo della vostra, e si ottiene così: quota di affiliazione del vostro ente, più il tesseramento moltiplicato per i tesserati che avete davvero, più le integrative assicurative che avete scelto, più canone e utenze dell’impianto, più consumabili DAE e aggiornamenti BLSD in scadenza quest’anno, più gli adempimenti, più i rinnovi.

Poi rifate lo stesso conto per l’anno prossimo togliendo la costituzione. Quel secondo numero è il vero costo della vostra società, ed è l’unico su cui ha senso costruire le quote sociali e la ricerca di sponsor.

Tre telefonate coprono quasi tutto: il vostro comitato territoriale per affiliazione e tessere, l’ufficio sport del comune per impianto e utenze, il fornitore del DAE per le date di scadenza. Fatele adesso, non a settembre.

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Le cifre riportate in questa guida sono tratte da documenti pubblicati da enti, federazioni e operatori del settore e sono indicate con la relativa fonte. I costi variano per federazione o ente di promozione, per regione e per comune, e cambiano di anno sportivo in anno sportivo: verificate sempre gli importi con il vostro comitato territoriale e con il vostro comune. Questa pagina non è una consulenza fiscale e non sostituisce il parere di un professionista.