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Adempimento

Il defibrillatore è obbligatorio per le ASD: chi, quando e come mettersi in regola

Non è una raccomandazione: per una società sportiva dilettantistica che si allena o gareggia in un impianto, il defibrillatore è un obbligo di legge. Ecco chi deve averlo, chi è escluso, chi lo deve saper usare e come funziona quando l’impianto è comunale o condiviso.

Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2026.

Cosa dice la norma

L’obbligo nasce dal cosiddetto decreto Balduzzi e prende forma operativa con il Decreto del Ministero della Salute 26 giugno 2017 — le linee guida sulla dotazione e l’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici da parte delle associazioni e società sportive dilettantistiche — in vigore dal 1° luglio 2017. La Legge 4 agosto 2021, n. 116 ha poi esteso l’uso del DAE oltre le gare, anche agli allenamenti e alle fasi di preparazione. La tutela sanitaria di chi pratica sport rientra inoltre nella riforma dello sport (D.Lgs. 36/2021, art. 33), e due decreti del 2023 (16 marzo e 7 aprile) hanno precisato criteri di installazione, utilizzo e condivisione del dispositivo negli impianti.

Chi è obbligato e chi è escluso

L’obbligo riguarda le associazioni e società sportive dilettantistiche che svolgono attività in un impianto sportivo. Ci sono due esclusioni precise:

Fuori da questi due casi, per una polisportiva l’obbligo c’è, e vale anche quando ci si allena in un impianto di proprietà comunale.

Cosa serve avere, in concreto

Su quale apparecchio scegliere e sui costi ricorrenti che nessuno dice prima dell’acquisto, abbiamo una guida dedicata: come scegliere il defibrillatore senza sbagliare.

Se l’impianto è comunale o condiviso

È il caso più frequente, e quello in cui si sbaglia di più. Gli enti che operano nello stesso impianto possono associarsi per assolvere all’obbligo e demandare la dotazione e la manutenzione del DAE al gestore dell’impianto, attraverso un accordo scritto che definisca chi risponde dell’uso e della gestione del dispositivo. Il punto chiave: mettetelo per iscritto. In caso di controllo o, peggio, di un evento, un accordo verbale su «il defibrillatore lo mette il Comune» non copre la società.

Di chi è la responsabilità

Anche quando il dispositivo è fisicamente del gestore, la società che usa l’impianto resta tenuta a verificare che il DAE ci sia, sia funzionante e ci sia personale formato quando la propria attività si svolge. Per questo conviene nominare un referente interno che tiene sotto controllo scadenze delle piastre, brevetti BLSD-D e accordo con l’impianto: tre cose che scadono in silenzio.

Dove finisce questa pagina

Questa è una spiegazione di come funziona l’obbligo, non una consulenza. La situazione della vostra società — la disciplina praticata, l’impianto, l’accordo con il gestore — va verificata caso per caso, se serve con il vostro consulente. I riferimenti normativi qui citati sono il punto di partenza.

Fai parte del registro?

Stiamo mettendo insieme, zona per zona, i fornitori seri di defibrillatori, teche e corsi BLSD-D: apparecchio, manutenzione e formazione cambiano molto in base ai tesserati e all’impianto. Quando apriamo la categoria lo diciamo a chi è iscritto al registro.

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