Safeguarding: il responsabile per la tutela dei minori che ogni società deve avere
Non è una scadenza in arrivo. È un obbligo in vigore da oltre un anno e mezzo, e metà di quello che trovate scritto in rete è vecchio.
Se cercate «safeguarding ASD» trovate ancora pagine che vi avvisano di una scadenza «entro il 31 dicembre». Erano articoli del 2024. Quel 31 dicembre è passato: era il 31 dicembre 2024.
Questa pagina non vi annuncia niente. Vi dice cosa è già in vigore oggi, ad agosto 2026, e cosa dovete avere in cartella se qualcuno ve lo chiede.
Le date, tutte al passato
L’impianto nasce dall’articolo 16 del D.lgs. 39/2021, che ha costruito una catena a due livelli: prima le federazioni e gli enti di promozione scrivono le linee guida, poi le società affiliate si adeguano. Ecco come è andata.
- 31 agosto 2023 — le linee guidaTermine entro cui federazioni sportive nazionali, discipline associate ed enti di promozione dovevano emanare le proprie linee guida. La FIGC, per fare un esempio, le ha pubblicate esattamente quel giorno con il Comunicato Ufficiale 87/A.
- 25 luglio 2023 — la delibera CONI 255La Giunta Nazionale del CONI adotta il Modello di Regolamento Safeguarding di riferimento per le federazioni e istituisce l’Osservatorio permanente per le politiche di safeguarding.
- 31 agosto 2024 — modello e codice di condottaLe società affiliate dovevano adottare il proprio Modello organizzativo e di controllo e il Codice di condotta, entro 12 mesi dalla comunicazione delle linee guida del proprio ente.
- 31 dicembre 2024 — la nomina del responsabileIl termine era il 1° luglio 2024. Il CONI lo ha prorogato al 31 dicembre 2024 con delibera presidenziale del 28 giugno 2024. Da quella data la nomina è dovuta.
Non esiste, ad oggi, una scadenza futura da attendere. Se la vostra società non ha nominato il responsabile, non è in ritardo di qualche settimana: è scoperta da oltre un anno e mezzo.
A chi si applica, e chi è esentato
Si applica a tutte le associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate a una federazione, a una disciplina associata o a un ente di promozione sportiva. Non ci sono soglie di fatturato, di tesserati o di dimensione. Non c’è la società troppo piccola per doverlo fare.
C’è però una semplificazione, e riguarda proprio voi se siete piccoli. Le istruzioni applicative FIGC prevedono che le affiliate di piccole dimensioni — quelle in cui non si riescono a identificare responsabili di funzione diversi dalla presidenza, dalla segreteria e dai dirigenti tecnici — possano adottare modelli e codici di condotta semplificati, proporzionati alla propria struttura. Semplificati: non assenti. Lo stesso documento precisa che il Codice di condotta è «sempre e comunque» necessario anche per loro.
Chi può fare il responsabile
La norma chiede competenza, autonomia e indipendenza rispetto all’organizzazione sociale. Tradotto in pratica, secondo le indicazioni delle federazioni:
- Può essere interno o esternoNon è obbligatorio rivolgersi a un professionista di fuori. Può essere un dirigente o un tesserato, purché sia in condizione di lavorare in autonomia.
- Non può essere il presidenteNé, in generale, chi ha posizioni di potere o un tecnico che allena. È la persona a cui si segnala un problema: se coincide con chi il problema potrebbe averlo causato o coperto, il presidio non esiste.
- Serve il certificato del casellario giudizialeRichiesto per la persona designata. È il primo documento da procurarsi.
- Si nomina con deliberaNon basta un accordo verbale o un nome sul sito: serve una delibera dell’organo amministrativo, cioè del consiglio direttivo, messa a verbale.
Cosa deve fare concretamente una società piccola
Sono cinque cose. Nessuna richiede un consulente, tutte richiedono che qualcuno si sieda mezza giornata e le faccia.
- Nominare il responsabile con deliberaDelibera del consiglio direttivo, con nome, cognome e contatti della persona designata. Va messa agli atti.
- Comunicare la nomina all’ente affilianteÈ un obbligo esplicito: la nomina va comunicata alla federazione o all’ente di promozione a cui siete affiliati, secondo le modalità che quell’ente ha stabilito.
- Pubblicare il nominativo dove si vedeNome e contatti vanno pubblicati sul sito della società e affissi in sede. Il punto della pubblicazione è che un genitore, un atleta o un tesserato debba poter trovare quel contatto da solo, senza chiedere a nessuno.
- Adottare modello organizzativo e codice di condottaIl modello mappa le situazioni di rischio della vostra attività — spogliatoi, trasferte, rapporti individuali allenatore-atleta, foto e social — e dice cosa fate per presidiarle. Il codice di condotta elenca le regole di comportamento. Le federazioni pubblicano modelli tipo: partite da quelli, ma adattateli, perché un documento copiato tale e quale non descrive la vostra società.
- Aprire un canale di segnalazioneDeve essere affidabile, sicuro, riservato e capace di gestire le segnalazioni in tempi rapidi. Serve anche a proteggere chi segnala da ritorsioni: le linee guida lo chiamano divieto di vittimizzazione secondaria. Un indirizzo email dedicato che legge solo il responsabile è il minimo praticabile.
Sulla formazione: le linee guida federali la elencano tra i presidi di controllo, come attività di «informazione e formazione in materia di safeguarding». Quante ore e con quale attestato lo stabilisce il vostro ente di affiliazione, e le indicazioni variano: chiedete alla vostra federazione o al vostro EPS quali corsi riconosce, invece di comprare il primo che trovate in rete.
Cosa si rischia davvero
Qui bisogna essere precisi, perché in giro si leggono numeri inventati.
Non risultano sanzioni pecuniarie di legge a carico della società per la mancata nomina. La conseguenza documentata è di ordine sportivo, ed è seria: la FIDAL, nelle proprie FAQ ufficiali, scrive che il mancato adempimento «comporta la revoca dell’affiliazione dalla Federazione» a partire dal 1° gennaio 2025. Sul piano federale, l’omessa nomina viene ricondotta alla violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità, con le conseguenze disciplinari che ne derivano.
Perdere l’affiliazione non è una multa: è non poter tesserare, non poter iscrivere squadre ai campionati e perdere i requisiti che reggono il vostro regime fiscale e l’iscrizione al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche.
La regola d’oro: guardate la vostra federazione
La legge fissa il principio. I dettagli operativi — moduli di nomina, scadenze di comunicazione, formazione richiesta, modelli tipo, sanzioni disciplinari — li stabilisce l’ente a cui siete affiliati, e cambiano da federazione a federazione e da EPS a EPS.
Se siete affiliati a più enti, verificateli tutti: gli adempimenti non si compensano tra loro. E se il vostro ente ha aggiornato le proprie linee guida, dovete adeguare i vostri documenti di conseguenza. Le linee guida vanno rielaborate ogni quattro anni: la prima tornata è del 2023, il prossimo giro di aggiornamenti è atteso nel 2027.
Perché conviene farlo bene, non solo farlo
Si può nominare un responsabile per mettere una casella a posto. Funziona, finché non succede niente.
Ma il nominativo pubblicato sul sito lo leggono soprattutto i genitori, e per loro non è un adempimento: è il segnale che in quella società esiste una persona a cui rivolgersi che non è l’allenatore. In un paese dove le società si contendono gli stessi cinquanta bambini, quella pagina fa una differenza concreta.
Se non avete un sito, il nominativo non è pubblicato da nessuna parte, e l’obbligo di pubblicazione resta scoperto anche se la nomina c’è.
Nella scheda indichiamo anche il safeguarding
Nel registro, accanto ai dati della vostra società, indichiamo se avete un responsabile per la tutela dei minori. Non è un bollino che diamo noi: è un’informazione che i genitori cercano prima di iscrivere un figlio, e che oggi quasi nessuna società rende facile da trovare.
Iscrivete la vostra societàQuesta guida ricostruisce gli obblighi di safeguarding come risultano dal D.lgs. 39/2021, dal D.lgs. 36/2021, dalle delibere CONI e dalle linee guida federali pubblicate. Non è una consulenza legale e non sostituisce le disposizioni del vostro ente di affiliazione, che restano la fonte da seguire per moduli, termini e formazione: verificate sempre sul sito della vostra federazione o del vostro ente di promozione sportiva.