Come capire se una società sportiva è seria
Vostro figlio vuole iniziare uno sport. Prima di firmare e pagare, ci sono dieci domande da fare in segreteria. Ci vogliono dieci minuti.
Quasi tutti scelgono la società sportiva per un motivo solo: è vicina a casa. È un criterio ragionevole, ma da solo non basta.
Tra due palestre della stessa via ci può essere una differenza enorme: chi ha l’assicurazione in regola e chi no, chi ha un defibrillatore e chi non l’ha mai comprato, chi ha allenatori formati e chi mette in campo un ragazzo volenteroso. Da fuori queste differenze non si vedono. Si vedono solo se chiedete.
Nessuna di queste domande è scortese. Una società seria è contenta che gliele facciate, perché sono esattamente le cose su cui ha lavorato.
Le dieci domande da fare in segreteria
- Siete iscritti al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche?È il registro pubblico dello Stato, gestito dal Dipartimento per lo Sport insieme a Sport e Salute. L’iscrizione è ciò che certifica ufficialmente che quella è una vera società sportiva dilettantistica, e non un’attività improvvisata. Se la risposta è sì, il resto di solito è a posto. Se la risposta è imbarazzata, avete già imparato qualcosa.
- A quale federazione o ente di promozione sportiva siete affiliati?Ogni società regolare sta sotto qualcuno: una federazione sportiva o un ente di promozione. Da quell’affiliazione dipendono il tesseramento di vostro figlio, la sua copertura assicurativa e le regole a cui la società deve rispondere. Fatevi dire il nome. Non è un dettaglio burocratico: è a chi potete rivolgervi se qualcosa va storto.
- Che assicurazione ha mio figlio da tesserato, e cosa copre?Con il tesseramento arriva quasi sempre una copertura. Il punto è sapere quale: copre solo gli infortuni gravi o anche quelli piccoli? Vale solo in gara o anche in allenamento? Chiedete di vedere il foglio delle condizioni. Molte famiglie scoprono i limiti della polizza il giorno del pronto soccorso, che è il momento peggiore.
- C’è il defibrillatore dove si allenano? E chi lo sa usare?La normativa italiana prevede che gli impianti dove si svolge attività sportiva dilettantistica siano dotati di defibrillatore, con alcune eccezioni. Ma la domanda utile non è solo «ce l’avete». È: dov’è esattamente, è carico e chi è formato per usarlo negli orari in cui c’è mio figlio? Un apparecchio chiuso in un ufficio a cui la sera nessuno ha le chiavi non serve a niente. Chiedete di vederlo. È la domanda più importante di questa lista.
- Chi è il responsabile per la tutela dei minori, e come lo contatto?Le società sportive devono darsi regole per prevenire abusi, violenze e discriminazioni verso i ragazzi, e indicare una persona di riferimento — spesso chiamata responsabile safeguarding. Voi dovete sapere due cose: come si chiama e a quale indirizzo o numero si scrive, senza dover passare dall’allenatore. Se nessuno in segreteria sa rispondere, quella società ha messo una firma su un foglio e lì si è fermata.
- Che qualifica hanno gli allenatori del settore giovanile?Chiedete titolo di studio, corsi fatti, brevetto della federazione, da quanti anni allenano bambini di quell’età. Un ex giocatore bravo non è automaticamente un buon allenatore di bambini: allenare a otto anni è un mestiere diverso. E chiedete anche chi c’è in campo davvero il martedì sera, non chi è scritto sul sito.
- Quanto costa in tutto, per l’anno intero?La quota annuale è quasi mai il costo vero. Fatevi elencare, per iscritto: quota, tesseramento, divisa e kit di allenamento, scarpe o attrezzatura obbligatoria, trasferte, tornei, eventuale quota per il torneo estivo. E poi la domanda che nessuno fa: «cosa NON è compreso?». Una società seria vi dà il numero completo subito e non ha problemi a scriverlo.
- Si può provare prima di iscriversi?Molte società offrono qualche allenamento di prova prima di chiedervi la quota. Non è un obbligo e non tutte lo fanno, ma se ve lo negano senza spiegare perché, chiedetevi il motivo. Fatele fare a vostro figlio, e andate a vedere almeno un allenamento seduti in tribuna. In un’ora capite più cose che in tre telefonate: come parla l’allenatore ai bambini, cosa succede a chi sbaglia, chi resta in panchina.
- Che certificato medico serve, e chi lo paga?Per l’attività non agonistica il certificato si chiede di solito al medico di famiglia o al pediatra; per l’attività agonistica serve la visita di medicina dello sport, che è più approfondita. Chiedete alla società quale dei due serve nel vostro caso, entro quando, e se il costo è a vostro carico. E chiedete chi conserva il certificato: una società che tiene i certificati in ordine è una società che tiene in ordine anche il resto.
- Quanti bambini ci sono per ogni allenatore?È il numero che decide se vostro figlio si allena o guarda. Trenta bambini e un allenatore solo significa file, attese e nessuno che corregge nessuno. Chiedete anche se c’è un secondo adulto in campo: serve nei momenti in cui uno si fa male e qualcuno deve comunque restare con gli altri.
I segnali che devono farvi riflettere
Nessuno di questi, da solo, vuol dire che la società sia sbagliata. Ma se ne trovate due o tre insieme, guardatevi intorno prima di firmare.
- Nessuna sede fissaSi allenano ogni mese in una palestra diversa, e nessuno sa dire dove saranno a gennaio. Vuol dire che non hanno un accordo stabile per gli impianti, e sono i vostri pomeriggi a saltare.
- Nessuna ricevuta della quotaPagate e non vi danno niente di scritto, o vi chiedono solo contanti «perché è più semplice». Senza una ricevuta non avete la prova di aver pagato, non potete usarla dove serve, e soprattutto non sapete a chi sono andati quei soldi.
- Allenatori che cambiano ogni meseI bambini si legano alla persona, non alla maglia. Un ricambio continuo di solito significa che gli allenatori non vengono pagati o non vengono trattati bene, e questo prima o poi ricade sul campo.
- Nessuno che risponde al telefonoSe prima che siate clienti non vi richiama nessuno, immaginate cosa succede a metà stagione quando dovete segnalare un problema serio. La segreteria che risponde è il primo indizio di una società organizzata.
- Fastidio davanti alle domande«Signora, qui siamo tutti in famiglia, non ci sono mai stati problemi.» Può essere vero. Ma una società che si irrita perché chiedete del defibrillatore o di chi tutela i minori vi sta dicendo qualcosa che vale più della risposta.
E se la società sotto casa non passa l’esame?
Non è detto che dobbiate cambiare. Molte società piccole sono fatte da volontari bravissimi che semplicemente non hanno mai avuto qualcuno che glielo facesse notare. Chiedere è già un modo per far migliorare le cose: se cinque genitori in una stagione chiedono chi è il responsabile per la tutela dei minori, quel nome compare sulla bacheca.
Quello che non dovete accettare è il silenzio. Su assicurazione, defibrillatore, tutela dei minori e costi totali una risposta chiara vi è dovuta, e potete pretenderla prima di pagare.
Stiamo mettendo in fila le società sportive italiane
Oggi per sapere cosa c’è vicino a casa vostra dovete andare a tentativi, tra passaparola e volantini. Stiamo costruendo il registro delle società sportive italiane: dove sono, quali sport fanno, come si contattano. Per le società serie l’iscrizione è gratuita, e chi si iscrive accetta di mettere per iscritto proprio le cose che avete letto qui sopra.
Vai al registroQuesta guida serve alle famiglie per sapere cosa chiedere e perché. Non è una consulenza legale o medica: per le regole che valgono nel vostro sport fanno fede la federazione o l’ente di promozione a cui la società è affiliata, e per il certificato medico il vostro medico o pediatra.