Sponsorizzare una società sportiva: quanto si deduce davvero
La regola dei 200.000 euro esiste ancora. Quello che è cambiato nel 2026 è che non basta più invocarla.
Se cercate in rete, trovate quasi ovunque la stessa frase: la sponsorizzazione a una società sportiva dilettantistica è deducibile fino a 200.000 euro l’anno, con presunzione assoluta, senza che il fisco possa sindacare il ritorno pubblicitario.
Quella frase oggi è incompleta, e fidarsi solo di quella è il modo per prendersi un accertamento. Vediamo com’è messa davvero.
La regola di partenza
L’articolo 90, comma 8, della legge 289/2002 stabilisce che il corrispettivo in denaro o in natura erogato a favore di società e associazioni sportive dilettantistiche costituisce, per chi lo eroga, spesa di pubblicità fino a un importo annuo complessivo di 200.000 euro, a condizione che sia diretto a promuovere l’immagine o i prodotti dello sponsor mediante una specifica attività del beneficiario.
Quell’ultimo pezzo — «mediante una specifica attività del beneficiario» — è quello che quasi nessuno cita, ed è esattamente quello su cui si perde.
Cosa è cambiato nel 2026
Con l’ordinanza n. 3157 del 12 febbraio 2026 la Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, ha affermato che quella presunzione non esonera il contribuente dalla prova concreta dell’inerenza e dell’effettività della spesa pubblicitaria. Non opera in automatico: vale se ricorrono, insieme, i presupposti che la norma richiede.
Tradotto: quando l’Agenzia contesta, l’onere della prova è vostro. Dovete dimostrare che la spesa c’è stata davvero, che era collegata alla vostra attività, e che la società sportiva ha fatto qualcosa in cambio.
Cosa serve avere in mano
La domanda utile non è «quanto deduco», è «cosa mostro se me lo chiedono». Questa cartella va costruita quando si firma, non quando arriva la lettera.
- Contratto di sponsorizzazione scrittoCon le prestazioni identificate una per una: cosa espone la società, dove, per quanto tempo. «Sponsorizzazione della stagione» non è una prestazione, è un titolo.
- Fattura della società sportivaCoerente con il contratto, non un generico «contributo».
- Pagamento tracciatoBonifico. Il contante, oltre ai limiti di legge, in un contenzioso non aiuta a dimostrare niente.
- La prova che la visibilità c’è stataÈ il punto su cui si vince o si perde: fotografie degli striscioni sul campo, delle maglie, dei manifesti, screenshot del sito e dei profili social della società, copie delle locandine. Datate, e conservate anno per anno.
- Un collegamento plausibile con la vostra attivitàUna società della vostra zona, un pubblico che ha senso per voi. Sponsorizzare una squadra a cinquecento chilometri, senza clienti lì, è la prima cosa che salta all’occhio.
Se siete la società sportiva, questo è affar vostro
Sembra un problema dello sponsor. Non lo è: uno sponsor che si prende un accertamento non rinnova, e lo racconta agli altri imprenditori del paese.
La società che si organizza per proteggere lo sponsor diventa quella con cui conviene lavorare. Serve poco: un contratto scritto invece di un accordo a voce, una fattura fatta bene, e soprattutto consegnare a fine stagione una cartella con le foto degli striscioni, delle maglie e delle locandine. Costa mezz’ora e vale il rinnovo.
Se sul vostro sito c’è una pagina con i loghi degli sponsor, quella pagina è una prova. Se non avete un sito, quella prova non ce l’avete.
Quanto si risparmia davvero
Dipende dalla forma giuridica, dall’imposta applicabile e dalla situazione dell’impresa: non esiste una percentuale valida per tutti, e chi ve la dà a colpo d’occhio vi sta facendo un favore apparente. Il conto lo fa il vostro commercialista, e con questa pagina in mano sapete quali documenti chiedergli di verificare.
Le regole cambiano, e ve lo diciamo noi
Questa pagina è aggiornata all’ordinanza di febbraio 2026. Quando cambia qualcosa che riguarda le società sportive — una sentenza, una scadenza, un bando — vi scriviamo, e nient’altro.
Avvisatemi quando cambiaQuesta guida spiega come funziona la disciplina delle sponsorizzazioni sportive e quali documenti servono. Non è una consulenza fiscale e non sostituisce il parere del vostro commercialista: la valutazione del singolo caso, degli importi e delle imposte applicabili spetta a lui.