Come mettere in regola una ASD: dalla costituzione agli adempimenti
Costituire l’associazione è solo il primo passo. «In regola» vuol dire un’altra cosa: registri, affiliazioni, fisco, sicurezza, libri sociali. Ecco la mappa completa, in ordine, con il rimando alla guida di dettaglio per ogni pezzo.
1. Costituire l’associazione
Si parte da atto costitutivo e statuto, firmati dai soci fondatori. Lo statuto non è un modulo qualsiasi: deve contenere le clausole obbligatorie previste per gli enti sportivi dilettantistici (assenza di scopo di lucro, democraticità, incedibilità delle quote, devoluzione del patrimonio in caso di scioglimento). È il documento su cui si regge tutto il resto: farlo bene all’inizio evita di rimetterci mano dopo.
Statuto e atto vanno registrati all’Agenzia delle Entrate: sulla registrazione si versa l’imposta di registro in misura fissa (200 euro, l’importo indicato nelle istruzioni operative pubblicate dagli enti di promozione), mentre il codice fiscale dell’associazione si richiede sempre all’Agenzia delle Entrate e non si paga.
2. Iscriversi al RASD (ed eventualmente al RUNTS)
Per essere riconosciuta come ente sportivo dilettantistico l’associazione deve entrare nel Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche (RASD), gestito dal Dipartimento per lo Sport: l’iscrizione passa attraverso l’organismo affiliante (Federazione, disciplina associata o ente di promozione). È il registro che dà accesso ai benefici fiscali del settore. I dati vanno tenuti aggiornati: trovate come fare nella guida su come aggiornare i dati nel RASD.
Se l’associazione svolge anche attività di interesse generale e vuole la qualifica di ente del terzo settore, esiste in parallelo il RUNTS: sono due binari diversi, e la scelta va valutata, non data per scontata.
3. Affiliarsi e tesserare
Per fare attività sportiva vera serve affiliarsi a una Federazione, a una disciplina associata o a un Ente di Promozione Sportiva, e tesserare soci e atleti. Attenzione: affiliazione e tesseramento si rinnovano ogni anno sportivo, non sono un atto iniziale. È la voce che sorprende chi l’aveva messa tra le spese di avvio.
4. Gli adempimenti fiscali
Qui si decide molto. Le ASD hanno un regime fiscale agevolato (storicamente la legge 398/1991) per l’attività istituzionale, ma se c’è attività commerciale (sponsor, pubblicità, somministrazione) servono partita IVA e gli adempimenti collegati. Due nodi ricorrenti hanno una guida dedicata:
- i compensi sportivi e la soglia dei 15.000 euro, con la riforma del lavoro sportivo;
- i rimborsi ai volontari, che vanno gestiti nel modo giusto per non trasformarsi in reddito.
Su questa parte, un commercialista che conosce lo sport dilettantistico non è un lusso: è ciò che tiene l’associazione al riparo.
5. Sicurezza e obblighi verso le persone
- Il defibrillatore (DAE) e l’obbligo per le ASD: chi deve averlo, chi lo sa usare, cosa rischia chi non è in regola.
- Il safeguarding e il responsabile obbligatorio, a tutela dei minori e delle persone vulnerabili.
- Le coperture assicurative per tesserati e attività, in genere collegate all’affiliazione ma da verificare nei massimali.
6. La gestione ordinaria che tiene tutto in piedi
Un’associazione in regola sulla carta può cadere sulla gestione quotidiana: libri sociali, assemblee convocate e verbalizzate, rendiconto annuale approvato. Sono la prova, se qualcuno controlla, che l’associazione è davvero democratica e senza scopo di lucro. E poi ci sono i costi che tornano ogni anno: li trovate, voce per voce, nella guida su quanto costa mantenere una ASD.
7. Le opportunità: non solo obblighi
Mettersi in regola apre anche delle porte. Una volta a posto con registro e adempimenti, l’ASD può accedere a:
- bandi e contributi per attività e attrezzature;
- le sponsorizzazioni (e la differenza con le liberalità);
- la gestione di impianti comunali e i contributi comunali.
In sintesi: l’ordine delle cose
Costituzione e statuto → codice fiscale e registrazione → affiliazione e iscrizione al RASD → tesseramento → adempimenti fiscali → DAE, safeguarding e assicurazioni → libri, assemblee e rendiconto. In questo ordine, ogni anno. Con un commercialista sportivo per la parte fiscale e l’ente affiliante come primo sportello: sono loro i vostri interlocutori, non il primo consiglio trovato in un forum.
Guide collegate: Costi di gestione · Compensi sportivi · DAE obbligatorio · Safeguarding · Bandi · Aggiornare il RASD